ODE LIBERTARIA ALLA FEDERAZIONE DI JUGOSLAVIJA

di D.H

Esattamente 25 anni fa finiva la Federazione Iugoslava, oggi molti media tornano a parlare di “Iugoslavi” per via dell’attentatore di Dusseldorf ed è il momento giusto per precisare alcuni concetti sull’esperienza politica più importante in ambito libertario nel secondo dopo guerra. 

La Jugoslavija fu l’unica parte in Europa che sperimentò la proprietà dei lavoratori dei mezzi di produzione, che non è il comunismo. Il comunismo per come si è evoluto finì per essere un regime che garantiva la proprietà statale dei mezzi di produzione: cioè anziché essere servo del padrone privato sei servo del padrone pubblico, cambiano gli addendi ma il risultato non cambia.

La Federazione Iugoslava applicava il concetto isolazionista di Thomas Jefferson “buoni rapporti con tutti, alleati di nessuno”, non faceva parte del blocco americano e non faceva parte del blocco sovietico.

La Federazione Iugoslava era laica ma non laicista, nessuno veniva perseguitato per la sua fede come nei paesi comunisti, lo Stato non era una religione come certi tra quelli occidentali.

La Federazione Iugoslava, essendo una federazione, era composta da più nazioni, crollò perchè queste nazioni erano troppe. Doveva essere composta da Slovenia, Croazia, Serbia e Montenegro. Invece fu il governo democratico di Bill Clinton ad inventarsi la Bosnia come Stato perché volevano l’alleanza del mondo islamista, quando la Bosnia doveva essere divisa tra Croazia e Serbia senza spargimenti di sangue e troppe storie. Oggi la Bosnia è la base del jihaidismo in Europa.

Oggi Sloveni, Croati, Serbi e Montenegrini potevano colpire da soli per le cose che volevano ( come Inghilterra, Galles, Scozia e Nord Irlanda) e colpire uniti dove serviva. 

Un giorno tornerà la Federazione Iugoslava? Sarebbe bello, come sarebbe bello veder ritornare ad una Italia grande e forte tutta l’Istria e buona parte della Dalmazia. Ma questo è un altro discorso.

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One comment

  1. Emilio Ferro · marzo 17

    Luciano sono particolarmente legato all’Istria per ragioni lunghe da spiegare ma soprattutto perché esule anch’io, anche se la mia vicenda è lontana storicamente a quella dell’Istria. Tra esuli c’è una sintonia d’animo particolare e difficile da descrivere, ma è la mancanza delle proprie radici il collante principale…

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