Perché le BUFALE, oggi, sono così importanti e pericolose? 

Fino a qualche anno fa, il problema delle bufale era circoscritto quasi esclusivamente alla diffusione di notizie false relative alla morte di un vip, che poteva essere a un attore famoso o un cantante, insomma un personaggio del mondo dello spettacolo.
A tanti come Al Bano Carrisi, Fabio Volo o Paolo Villaggio è capitato più di una volta di leggere da qualche parte la triste notizia della loro prematura scomparsa, ma dopo aver fatto i debiti scongiuri bastava un comunicato stampa per smentire la notizia e tutto tornava alla normalità.
Ma quelli che prima erano semplici scherzi di cattivo gusto, con l’avvento dei social media si è trasformato in un vero e proprio strumento di disinformazione di massa.
Negli ultimi anni grazie a Facebook, Twitter, ma in generale alla diffusione massiccia e capillare del web le bufale si sono letteralmente evolute ed hanno iniziato ad invadere attraverso la rete i campi più disparati dell’informazione, trasformandosi in qualcosa di molto più pericoloso.
Grazie alla facilità con cui chiunque può aprire un blog o un sito con pochi euro l’avvento dei cosiddetti siti satirici ha letteralmente cambiato l’informazione 2.0, permettendo a chiunque di spammare in rete i contenuti più disparati.
In rete, le testate fasulle sono iniziate a nascere come funghi. Ecco dunque apparire on-line siti come Rebubblica.it, La Nozione, Il Giomale o Il Fatto Quotidaino che hanno iniziato lentamente a diffondere le notizie più incredibili, da prima su temi più popolari come gli extraterrestri o il paranormale, per poi arrivare fino a toccare temi di attualità che vanno dal sociale alla politica.
Nel tempo questo fenomeno si è sempre più consolidato, dando vita ad una vera e propria stampa parallela, senza regole e soprattutto senza etica in grado di disinformare le masse e condizionarne in le opinioni e le scelte di vita.
Un recente studio condotto dall’Università di Stanford e pubblicato sul loro sito ha stabilito che:
I giovani sul web non distinguono le bufale dalle news.
Secondo Sam Wineburg, autore principale di questo studio, la maggior parte dei degli adolescenti non è in grado di distinguere una notizia vera da una falsa pubblicata sui social network. Sembra che ragazzi sia diffusa la tendenza a prendere per vera qualsiasi cosa sia legata ad un link a prescindere dalla fonte.
Dallo studio è emerso addirittura che gran parte dei giovani non riesce a distinguere le inserzioni pubblicitarie dalle news giornalistiche. L’indagine è stata effettuata su un campione di quasi ottomila studenti delle superiori e dei primi anni di università.
Secondo quanto ottenuto da questa ricerca l’82% degli studenti non è in grado di distinguere una vera notizia da un contenuto sponsorizzato, mentre il 40% ha legato automaticamente una foto di un cerbiatto con malformazioni a una notizia su Fukushima, anche se nell’immagine non c’era nessun accenno a dove fosse stata scattata.

Questo i creatori di bufale lo sanno bene e lo utilizzano a loro vantaggio.

Sono sempre di più le aziende che utilizzano bufale per screditare la concorrenza mettendo in circolazione notizie false sui prodotti delle aziende rivali. Trovare ad esempio una rana in una confezione di insalata in una grande catena di supermercati o affermare che una merendina per bambini è realizzata con “scarti di pellame ” può influenzare non di poco i consumatori.

È ormai evidente come le bufale siano diventato uno strumento determinante di condizionamento dell’opinione pubblica in campo politico. Durante le recenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti il neo eletto presidente Donald Trump ha fatto largo uso di bufale, per stessa ammissione del suo staff, per pilotare l’elettorato americano in suo favore e screditare la sua avversaria.
Queste bufale venivano poi lanciate su Facebook e Twitter diventando in pochissimo tempo virali. Questa tecnica (scorretta) di propaganda elettorale ha scatenato numerose polemiche, arrivando addirittura ad accusare l’azienda di Mark Zuckerberg di aver favorito Trump nella sua corsa verso la Casa Bianca… 

*articolo di Repubblica

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...