Non “hip, hip, hip, urrà!” ma “Eia! Eia! Eia! Alalà!”

Non “hip, hip, hip, urrà!” ma “Eia! Eia! Eia! Alalà!”, breve scritto sull’origine del famoso grido di guerra “Eia! Eia! Eia! Alalà!”




Grido di guerra suggerito da D’Annunzio al posto del “barbarico” hip, hip, hip, urrà! durante una cena alla mensa del Campo della Comina, nella notte del 7 agosto 1918. Il giorno seguente gli aviatori ebbero ciascuno una bandierina di seta tricolore su cui il Vate scrisse di suo pugno il nuovo grido di battaglia, con la data e la firma. Divenne presto di uso comune e dopo la guerra fu ripreso dalla propaganda fascista. Il grido ha origini classiche. L’eia o heia è una parola greca, usata da Eschilo e anche da Platone; inoltre si diffuse nel Medioevo e cantato dai Crociati. L’alalà (onomatopea tratta dal verbo greco ἀλαλάζω, alalázo), è un grido di guerra o di caccia, usato da Pindaro e da Euripide, si trova anche nel Carducci e nel Pascoli.

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