MAMMA MIA DAMMI CENTO LIRE 

Allora, prima di tutto ascoltate la canzone: 

MAMMA MIA DAMMI CENTO LIRE: la speranza e la nostalgia del migrate nella musicale 
di Federeica di Spilinbergo 

Speranza e nostalgia. Sono questi i temi che maggiormente ricorrono nelle persone che hanno lasciato la madre patria per raggiungere un Paese, spesso lontano, dove crearsi una nuova vita. Speranza che questa nuova vita sia migliore di quella che ci si è lasciati alle spalle. Nostalgia di tutto quello che è rimasto a casa: le persone, i luoghi, ma anche i colori, gli odori e i sapori. E sono queste le sensazioni che ricorrono anche nelle canzoni che parlano di emigrazione. Musiche che vengono da lontano, da quel periodo di fine XIX Secolo che ha visto l’inzio dell’emigrazione italiana di massa. 

Per lo più sono canzoni che parlano del sud della nostra penisola, poiché quella è l’area da cui si parte con la nostalgia di un luogo che forse non si vedrà più, con una valigia in cui si chiude tutta la speranza di andare a trovare la fortuna. Ma non si parte solo dal sud: anche quello che oggi è il ricco nord-est d’Italia ha dato vita a un forte fenomeno di emigrazione, di cui la testimonianza più forte resta forse proprio nelle musiche.

E’ così che, attraverso la musica, si può leggere una storia dell’emigrazione parallela, che parla più dei sentimenti, delle aspirazioni e delle motivazioni che portano a un fenomeno migratorio che interesserà moltissime persone. La meta designata era l’America, quell’America dove sembrava alla portata di chiunque ‘fare fortuna’. La grande occasione era lì, bastavano ‘cento lire’ per intraprendere un viaggio che sarebbe durato mesi. E la canzone popolare ferma questo desiderio in una famosa composizione che dice: «Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andar… Cento lire te le do, ma in America no no no».

Una canzone che tutti hanno sentito migliaia di volte e, magari anche canticchiato, ma, forse, pochi hanno riflettuto sul suo significato: qua, infatti, troviamo tutti gli elementi che caratterizzano l’emigrazione: la voglia di una nuova vita, il prezzo di questo sogno (le cento lire), l’opposizione della madre che non vuole mandare il figlio in un posto così lontano, perdendolo per sempre.

Viaggi lunghi, spesso fatti in terza classe, disagi, paura: tutto questo non può non fornire materiale sia per chi parte, sia per chi resta

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...