UCRONIA: LA PADANIA E… IL TICINO…

ATTENZIONE!!!ATTENZIONE!!!ATTENZIONE!!!ATTENZIONE!!!


Questo scritto è una UCRONIA! Non ha nulla di reale e storico. Le situazioni descritte sono puramente casuali. 

Lo scopo è quello di dare una piccola traccia “sul cosa sarebbe potuto succedere se”… .

E ricordiamo che...

Il termine ucronìa deriva dal greco e significa letteralmente “nessun tempo” (da οὐ = “non” e χρόνος = “tempo”), per analogia con utopia che significa “nessun luogo”. Indica la narrazione letteraria, grafica o cinematografica di quel che sarebbe potuto succedere se un preciso avvenimento storico fosse andato diversamente. Un caso emblematico di ucronia è quello che sarebbe potuta accadere a Johannes Gutenberg, l’inventore della stampa. Immaginate che cosa sarebbe cambiato nella vita dell’uomo (anche con effetti sui giorni nostri) se in quel lontano 1455 il tipografo tedesco di Magonza non avesse stampato la cosiddetta “Bibbia a 42 linee”?

Link:

http://www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/un_grand_Milan.htm



Ma andiamo a vedere la nostra cronologia “ucronistica” padana. 



NASCE LA PADANIA… 

di Pontida Padano 

14/15/16 settembre 1997, Bossi, un anno dopo la “lettura per l’indipendenza della Padania”, dichiara ufficialmente l’indipendenza della Padania. 
Pochi giorni dopo avvengono scontri in via Bellerio. Agenti della DIGOS aprono il fuoco e feriscono mortalmente Maroni.

Tutto degenera innescando una spirale di violenza. 

26 settembre: ancora scontri a Milano tra militanti leghisti e forze dell’ordine. Lo stato italiano, nel timore di altri scontri, mette fuori legge il partito “Lega Nord Italia Federale”

Il 29 settembre la Lega dichiara ufficialmente guerra alla Repubblica Italiana. Bossi si rifugia in Canton Ticino e chiede Asilo Politico alla Confederazione. Questo fatto scatena forti tensioni fra Italia e Svizzera. La Confederazione, onde evitare di vedere bloccato il necessario flusso di denaro e di genti provenienti dalla Repubblica Italiana, decide di arrestare Bossi e di estradarlo in Italia.  

Ma colpo di scena, per motivi ignoti (probabilmente corruzione di magistrati e agenti), Giugliano Bignasca (che appoggia ufficialmente la causa Padana) riesce a sottrarre Bossi alle forze dell’ordine ticinesi. Il leader della Lega dei Ticinesi nasconde Bossi in una in una località segreta del Canton Ticino (probabilmente un postribolo), da dove Bossi stesso gestisce quella che diverrà la Guerra d’Indipendenza della Padania. 

La popolazione leghista accorre spontaneamente alle armi, ed è coordinata nelle azioni dalle sedi di partito locali. Nascono le Camicie Verdi Partigiane (CVP).

Intanto l’esercito di leva italiano viene dispiegato all’interno del territorio, per arrestare i dissidenti leghisti.
Il malcontento contro l’Italia si diffonde tra la popolazione sia perchè molte leve settentrionali si rifiutano di servire l’Italia appoggiando indirettamente la causa leghista, sia perchè le truppe occupanti trattano con scarso rispetto la popolazione locale, che ha effettivamente l’impressione di essere occupata. Le misure sono drastiche, viene istituita la legge marziale in tutto il nord, mentre nel sud rimane una situazione normale. Tuttavia, viene istituito un presidio militare tra Tirreno e Adriatico che va da Orbetello ad Ancona, in modo che i partigiani Leghisti non penetrino a sud.

I partigiani leghisti dunque prendono sempre più piede al Nord, dove vengono supportati dalla popolazione.

Viene richiesto l’intervento dell’ONU. Per evitare ciò, la Repubblica Italiana accetta che venga indetto un referendum nelle regioni dell’Italia Settentrionale e della Toscana per votare l’indipendenza della Padania. Il referendum è indetto il 23 gennaio: il 60% della popolazione sceglie l’indipendenza.

Bossi nel mese di febbraio allora torna in Padania, finalmente indipendente, ed è eletto all’unanimità come Presidente della Padania con una grande cerimonia a Pontida, facendo una seconda dichiarazione: la Dichiarazione di compimento dell’Indipendenza della Padania. 

(Bossi arringa le CVP dopo l’esito positivo referendum)

La Padania viene riconosciuta dall’Onu come stato sovrano. I suoi confini meridionali sono rappresentati dalla linea Orbetello-Ancona.
Tuttavia, esistono ancora molti problemi interni: infatti buona parte degli emiliani e dei romagnoli ha votato contro; inoltre ci sono numerosi individui che tuttavia si definiscono “italiani” e osteggiano aspramente la politica della Lega.

Essendo la situazione molto precaria, viene formato il Parlamento Provvisorio della Padania a Bagnolo S.Vito (MN), presieduto da Umberto Bossi, a cui sono dati pieni poteri fino al 15 marzo 1999, che deve gestire numerosi problemi, primo tra tutti la resistenza degli italiani in Padania. Coloro che manifestavano in modo violento la loro volontà di essere riannessi all’Italia vengono condannati senza appello, i dissidenti pacifici invece hanno due possibilità: emigrare in Italia con alloggio “offerto” gratuitamente o avere il diritto alla doppia cittadinanza italo-padana.

La prima soluzione, gettonata da una buona parte dei dissidenti, suscita grande malcontento nella popolazione padana, che per un attimo pensa di trovarsi sotto il governo di un nuovo oppressore. In realtà la politica del governo padano mira ad attirare sugli italiani stessi la “colpa” della tassa per mantenimento degli italiani.
È così che, nel corso del 1998, la popolazione padana diminuisce di quasi cinque milioni di persone. 

Nel corso dell’anno si hanno anche numerose riforme. Viene istituito l’autogoverno delle province sul modello cantonale svizzero, ed è introdotta la nuova moneta, la Lega. I governi provinciali, nel corso dell’anno, ristrutturano in modo personale sanità, istruzione, eccetera. Ogni cantone è “obbligato” a scegliere una lingua che non sia l’italiano da usare nell’ambiente locale.

2002: la Repubblica del Cantone Ticino si vede fortemente impoverita dal fatto che la neonata Padania, in poco tempo, è diventata una Potenza bancaria ed industriale… molti ticinesi varcano quotidianamente il confine per lavorare a condizioni salariali più vantaggiose.
 
2003: il Ticino dichiara bancarotta e chiede l’annessione alla Padania. La Lega dei Ticinesi cambia nome in Lega Padana dell’Alto Ticino. La Lega Padana dell’Alto Ticino (ex Lega dei Ticinesi) si unisce così alla “federazione” dei vari movimenti “pilastro” della Lega Nord, cioè Lega Lombarda, Liga Veneta, Piemont Autonomista, Union Ligure, Lega Emiliano-Romagnola e Alleanza Toscana. 

2004: Berna dichiara bancarotta e si vende alla UE. Berna non ha più la forza economica per tenere il Ticino ancorato alla decadente federazione elvetica. Berna concede il referendum al Ticino. 

Settembre 2004: il 98, 6% dei ticinesi vota per l’annessione dell’ormai “ex” cantone svizzero alla Padania. Il cantone viene ribattezzato “Cantone Padano dell’Alto Ticino”, e nel termine comune “Alto Ticino”.

Questa è Ucronia. 

Ovviamente questo testo è molto “grezzo” e incompleto, ma può essere di spunto per i prossimi articoli…

sicuramente aggiungeremo dettagli, e lo “limeremo”… questa è solo un’idea… 

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4 comments

  1. Roberto Salmina · marzo 29, 2017

    Così sarebbe stato, senza se e senza ma!!! Pensa che bello! Adesso Ronco s/A sarebbe un splendido Comune dell’alta Padania! Quante possibilità in più ci sarebbero, altro che la Svizzera. Ma questa, purtroppo, è ucronia.

    Piace a 1 persona

  2. Renato Piattini · marzo 29, 2017

    MA TU SEI FASCISTA O COSA????
    Il TICINO È SVIZZERA DA MIGLIAIA DI ANNI!!! Piantala con queste cose perfavre

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  3. Galli Sandro · marzo 29, 2017

    Queste sono affermazioni che vanno contro la Costituzine Federale! Ti meriti l’arresto!

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  4. Anna Biscossa · marzo 29, 2017

    Luciano, sei interessante quanto inquietante e inquietante quanto interessante

    Piace a 1 persona

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