VAJONT 9 ottobre 1963

VAJONT 9 ottobre 1963, oltre 2.000 morti e paesi sommersi dal fango e mai più riemersi.
Crimine  di stato! 

Nessuno ha pagato grazie anche ai baciabanchi, in particolare Giovanni Leone, allora presidente del Consiglio, che arrivò sul luogo della tragedia qualche giorno dopo. «Ad aspettarlo con me c’era il vice sindaco di Longarone, Terenzio Arduini che aveva perso il figlio e i genitori», racconta Bruno Ambrosi, giornalista della Rai. «Disperato gli disse: “Presidente, chiediamo giustizia”. E Leone rispose, dopo avergli preso la mano: “E giustizia avrete”. Peccato che cadde il governo e poco dopo Leone divenne capo del collegio degli avvocati della Sade-Enel, la controparte». C’era aria di business e Leone colse la palla al balzo. Si dette un gran da fare, ma ce la fece. Trovò nel codice cavilli e codicilli che permisero di non risarcire i parenti sopravvissuti di circa 600 morti (in base all’art.4 del codice civile sulla commorienza). Altro che umanità cristiana, Attila sarebbe stato più umano… . 

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