Carlo Maderno, da Capolago alle grandezze eterne di Roma! L’architetto lombardo “padre” del barocco

“Gl architetti lombardi Maderno con Borromini e Carlo Fontana erano i leader di una banda di artisti che cospirarono per strappare l’architettura dal suo tranquillo riposo […] che sostituirono con una turbolenta irrequietezza.”
Karl Baedeker, 1883, Guide of Central Italy

Nessuna opera prima subì un’effetto così stimolante e sconvolgente come la facciata di Santa Susanna del Maderno. E’ da considerarsi un momento storico rivelatorio, perché ha svelato a tutti la via architettonica per rendere Roma la città più bella del ‘600, oltre che capitale del Barocco. La bellezza che raggiunse in quegli anni è incomparabile, se si pensa solo ai geni che hanno attraversato le strade dell’ Urbe, dall’estro creativo del Bernini, al talento folle del Borromini, all’incredibile, e per lungo tempo offuscato dai geni maggiori, Pietro da Cortona. Così tanto per citarne alcuni.

Ma forse tutto quello che più amiamo del Barocco senza di lui sarebbe stato diverso, a partire dalla rivalità tra Bernini e Borromini. Quest’ultimo era ticinese proprio come il Maderno, del quale era nipote tra l’altro, e quando giunse a Roma lo seguì in ogni lavoro. E’ proprio grazie a lui che collaborò, in maniera pur sempre limitata, alla costruzione della villa più importante di inizio secolo, Palazzo Barberini. In quel periodo, ma soprattutto dopo la morte del Maderno nel 1629, ebbe occasione di conoscere e lavorare con Gianlorenzo Bernini, con il quale trovò modo di discuterci e trovarsi in disaccordo più volte. Nacque proprio così l’eterna rivalità, simbolo del Barocco e del ‘600.
Ma facendo un salto indietro e tornando all’altro “ticinese”a , Carlo Maderno, torniamo all’anno O, il 1603. In questo periodo venne realizzata la facciata di Santa Susanna, prima opera di cui era il solo responsabile, considerato il primo esempio di architettura barocca, ma non solo: quest’autentica opera d’arte permise all’architettura di recuperare, o perlomeno diminuire il divario, con l’arte contemporanea.
Figlia della controriforma che ha cambiato la politica della chiesa e, per forza di cose, l’architettura romana, l’opera del Maderno rompe al gusto austero dominante in quel periodo, rivalutando e reinterpretando il gusto classico dei vari Mascherino e Flaminio Ponzio. Così facendo ha aperto la strada all’architettura del chiaroscuro, tema dominante nella facciata di Santa Susanna, oltre a regalare un notevole valore scultoreo al complesso, che non perde comunque il suo stile forte, virile e vigoroso.
Il movimento dinamico conferito dal Maderno è dovuto alla concentrazione di elementi che si avvicina in maniera matematica verso il centro: in questa maniera sconvolge tutte le norme manieriste, cosa che avviene anche con la triplice proiezione del muro coordinata con il numero di spazi tra intercolunni. Il sistema innovativo venne ripreso e riutilizzato negli anni a seguire dai suoi allievi, e, a dimostrazione dell’importanza data all’architetto ticinese, alla sua morte venne sepolto nel cantiere infinito che fu San Giovanni dei Fiorentini.
Nessuno come Maderno ebbe la possibilità di forgiare una giovane generazione di così eccelsi talenti, e nessuno come Maderno diede il via ad una rivoluzione artistica che durò per quasi un secolo. Grazie alla facciata di Santa Susanna venne elevato a maestro del Barocco, e grazie a quella di San Pietro venne criticato per il resto dei suoi giorni. Ingiustamente.



FONTE: Freeman.it

 
 

 

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