CANTON TICINO: un “fazzoletto” di Lombardia conquistato militarmente dagli svizzeri invasori 

di Maria Cipriano e Luciano Milan Danti 

Quel “fazzoletto Lombardia” che abbiamo “il vizio” di chiamare “Canton Ticino” (molte volte includendo anche tutta la “Svizzera italiana”) fu conquistato militarmente e con fatica dagli “Svizzeri” in tempi lontani, a più riprese, fra il XV° e il XVI° secolo, profittando dei disordini politici del Ducato di Milano, nonostante la memorabile vittoria di Arbedo in cui Filippo Maria Visconti nel 1422 sbaragliò l’esercito elvetico per mano del leggendario Conte di Carmagnola, quest’amena porzione della Lombardia incuneata nelle Prealpi lombarde e gravitante nella sua punta meridionale attorno al lago di Lugano, dopo la morte del Visconti avvenuta nel 1447 senza lasciare eredi, nonostante una inutile quanto eroica resistenza dei valorosi valligiani abbandonati alla loro sorte, a seguito della battaglia di Giornico vinta dagli Svizzeri nel 1478 dopo esser calati a sorpresa nelle valli apportandovi morte e distruzione, non potendo ricevere ulteriori aiuti da un’Italia allora divisa, malgrado la voce del Machiavelli e di altri grandi del tempo si levasse in sua difesa, fu condannata allo sradicamento violento dall’Italia per imposizione della Francia, e soffrì sotto la Svizzera lunghe pene, ridotto allo stato di baliaggio, cioè a una schiavitù feudale senza diritti. 

Nei suoi aspri tormenti, di cui purtroppo restano scarse testimonianze accuratamente cancellate dai dorati testi elvetici, riuscì a conservare la propria identità fortemente legata alla Lombardia, e anche se gli svizzeri invasori nella loro foga belluina cercarono di cancellare ogni segnacolo che potesse ricordare le radici avite di quella dinastia, queste radici rimasero, anche per il forzato isolamento in cui gli italiani erano tenuti dal resto della Svizzera, in una umiliante e dolorosa condizione di servitù esibita come trofeo di conquista, nonché per il permanere della religione cattolica sotto l’arcidiocesi di Milano. 

PERÒ SIAMO AMCORA LOMBARDI! 

Di conseguenza il lungo logoramento patito sotto il tallone svizzero, fino all’avvento di Napoleone che impose le prime riforme, ponendo fine al regime dei baliaggi in tre secoli di regime di oppressione costellato da rivolte, non poté svuotare i contenuti identitari e la osmosi fra il Ticino e l’Italia, che rimase stretta e continua, anche perché dalla Lombardia dipendevano gli approvvigionamenti di grano senza di che i Ticinesi sarebbero morti di fame. E dunque, come se il Ticino fosse ancora unito all’Italia, non si faceva distinzione fra gli italiani stabiliti in Ticino e i Ticinesi stabiliti in Italia (si pensi al celebre architetto Francesco Borromini, che operò nella Roma papale del seicento), non di rado legati fra loro da vincoli familiari e da frequenti matrimoni misti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...