I TICINESI URLAVANO “VIVA L’ITALIA”! ERA LA PRIMA GUERRA MONDIALE…

di M.C. e L.M.D.



Il Governo elvetico, nella Svizzera italiana, aveva dalla sua molti punti di forza: 

diritti ormai concessi agli italiani (o ticinesi), il monopolio della scuola e della cultura, la stampa allineata, la propaganda, le carriere politiche di rappresentanti politici solerti nell’affermare la fedeltà alla Svizzera, la vantata democrazia repubblicana.

Ma, nonostante questi vantaggi, il Governo elvetico non riuscì ad impedire, all’indomani della dichiarazione di guerra all’Austria il 24 maggio 1915, l’immediato sorgere in Ticino di numerosi circoli spontanei di sostegno materiale e morale ai fratelli italiani, la partenza di volontari, e l’attivarsi di varie iniziative che preoccuparono il governo elvetico spingendolo addirittura a occupare militarmente il Cantone con truppe provenienti dai cantoni tedeschi al comando del colonnello Maag, il quale divenne subito il bersaglio dell’odio di tutti i Ticinesi. Il governo di Berna temeva fortemente un’invasione da parte del Regno d’Italia, che i Ticinesi, salvo poche eccezioni, non avrebbero contrastato, ma che anzi molti aspettavano. 

Di conseguenza la sorveglianza divenne così stretta che tutto il Ticino si ritrovò dentro una pesante morsa fatta di censura, contravvenzioni di ogni tipo per controllare le persone in transito, perquisizioni a domicilio, arresti arbitrari, violazione sistematica della posta, accuse di spionaggio anche per semplici sospetti.

I ticinesi che festeggiavano alle stazioni ferroviarie i lavoratori italiani in partenza per la guerra di redenzione, si dimostrarono così calorosi e animatamente anti-tedeschi, da far scattare da parte dell’autorità militare elvetica il divieto di ulteriori assembramenti in onore dell’Italia, cui fece seguito l’occupazione a passo di carica di piazza della Riforma a Lugano, centro nevralgico dell’italianità ticinese.

Qui, la sera del 26 maggio 1915, sfidando la proibizione, i luganesi si radunarono in massa gridando “viva l’Italia!”, e vennero caricati dai militari più volte alla baionetta. Si evitò una strage per l’intervento deciso dei loro rappresentanti politici che li convinsero a tornare a casa protestando poi vivacemente con Berna. 

Sui giornali dell’epoca, se pur centellinate e rarefatte, sono reperibili queste notizie in ordine sparso, a controbilanciare le quali se ne inseriscono altre atte a dimostrare la fedeltà elvetica degli abitanti. Ma gli incidenti non mancavano, anche gravi, come quando, nei Grigioni italiani, venne ucciso a fucilate un gendarme svizzero che tentava di contrastare un festeggiamento in onore dell’Italia dove si esponeva il Tricolore.

Ufficialmente neutrale, la Svizzera in realtà parteggiava per l’Austria e la Germania, al punto che venne alla luce uno scandalo di spionaggio a favore di queste, non solo, ma fu segretamente studiato dal Capo di Stato maggiore dell’esercito elvetico Arnold Keller un vero e proprio piano militare per invadere l’Italia,… ma questo è un’altro discorso! 

Cominciamo a ricordarci i veri e puri sentimenti che “i nostri nonni” avevano verso l’Italia!
Altro che Guglielmo Tell e altre baggianate…

INFORMATI, RIBELLATI! 

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2 comments

  1. alzati italia · luglio 2, 2016

    La verita’ sta emergendo

    Mi piace

  2. Pingback: La Svizzera e la prima guerra mondiale: sottomissione alla Germania, altro che neutralità!  | Giornale Adula

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