Pier Paolo Pasolini & Ezra Pound: due “genialità” a confronto 

  da “teche Rai” e “dal web”

Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini: su entrambi fu detto di tutto e il contrario di tutto, due intelligenze lontane ma nel contempo profondamente affini. L’Ezra Pound fascista che sognava un’Italia socialista e il Piero Paolo comunista un’Italia conservatrice.

Una delle accuse più comuni nei confronti del Pasolini “reazionario” è quella che indica come suo difetto principale l’“antiprogressismo” e la concezione esageratamente pessimista verso il modello di “Progresso” nella società capitalista. Per Ezra Pound l’italia è un paese contadino in cui ogni forma di ideologia borghese è sinonimo di fascismo.

(Pasolini)

Pare che, negli anni ’70, Pasolini rielabori questa teoria cercando nuovi spunti.

Nelle recensioni che Pasolini scrive per il settimanale “Il Tempo” figurano molte critiche letterarie a testi di autori considerati “di destra”, come Joris-Karl Huysmans, Gottfried Benn, Dino Campana, Fernando Ritter e soprattutto Ezra Pound. Dice :

leggere, informarsi, imparare significa dover tenere rapporti anche con autori “di destra”.

Ciò che affascina Pasolini nell’ideologia fascista è l’idea di “Conservazione”. Modello di partenza per Pasolini nella revisione del proprio pensiero è Ezra Pound.

Leggendo le recensioni sui Cantos sembrerebbe che né i prinicìpi della poetica dello scrittore americano né le sue convinzioni politiche siano valide per Pasolini. Tutta la politica e l’economia poundiana non hanno valore per quello che dicono ma per il solo atto di essere rese visibili e imposte con “il gesto”. Tutta la politica di Pound è gestuale, i discorsi economici sono farneticanti. La loro bellezza non è in ciò che dicono, ma nella loro forma grammaticale e verbale. L’amore di Pound per il momento puramente fàtico della lingua (cioè per la sua funzione di chiacchiera) è uno dei fenomeni più grandiosi della letteratura moderna.


Il video seguente è uno scorcio dell’intervista:

Dodici sono gli anni che Ezra Pound passa, rinchiuso, in un manicomio criminale, accusato dal governo statunitense di alto tradimento. Ed è il novembre del 1945 quando a Washington si svolge il processo. Un processo che indigna l’elite intellettuale di mezzo mondo e che vede in Thomas Sterne Eliot, amico nonché allievo dello stesso Pound, lo strumento di propaganda a suo favore. Nel 1948, escono i suoi “Canti pisani”. Nel 1949 riceve il primo Premio Bollingen di poesia dalla Fondazione Bollingen e dall’ Università di Yale.

(Ezra Pound)

Gli viene conferito da una giuria presieduta dallo stesso Eliot. E’ un tentativo di riaggiustare la triste situazione del poeta. Devono trascorrere nove anni prima che una petizione firmata da Hemingway. Frost e Mac Leish rimetta in discussione la validità del processo, e riporti Ezra Pound alla sospirata libertà. Quella libertà che decide di vivere in Italia. La sua Italia. Si può individuare un momento di svolta nel rapporto Pasolini/Pound, e quindi nei riguardi della concezione antiprogressista, rileggendo l’intervista concessa a Pasolini nel 1968.
 
Pasolini lo intervista per la RAI a Venezia. L’occasione è molto più che una semplice intervista: è un evento di portata storica. Non soltanto per il mondo della letteratura e della poesia, ma anche nella vita dei due intellettuali. I due grandi stanno seduti, uno di fronte all’altro, uno scontro intellettuale di grande rispetto, due universi così distanti d’ètà, letteratura e politica ma due anime così vicine, accumunate dall’amore per la poesia, che non conosce diversità fra esseri viventi.
Da una parte Ezra Pound, ormai anziano e affaticato, apparentemente indifferente al peso della vita e delle vicissitudini attraversate, dall’esperienza di detenzione nel manicomio criminale. Dall’altra il Pasolini scrittore e regista che proprio in quegli anni inizia finalmente a godere i frutti di un lavoro a lungo criticato, bistrattato, se non apertamente schernito dai benpensanti di un’Italia fino a poco prima del tutto impreparata a cogliere la sensibilità, il coraggio, la lucidità della sua ricerca espressiva e stilistica di narratore.

(Insontro tra Pasolini e Pound)

Pasolini inizia parlando un pò di un “Italia pre-industrializzata”, e dello scenario che si sta aprendo e cioè

quello di una:

nazione industrializzata e culturalmente avanzata che esprime un nuovo tipo di letteratura tipica delle nazione fortemente borghesi e industrializzate.

Dice

C’è in Italia un movimento avanguardistico di cui si fa spesso il suo nome.

Sembra prendersi una breve pausa, anche se parla, come suo solito di getto e con la massima lucidità, e domanda:

Lei si attribuisce la paternità di questi certi movimenti avanguardistici che sono qui in Italia o no?

Ezra Pound, vecchio di 82 anni, ha l’aria molto stanca, le parole si capiscono a malapena, lui risponde nel suo italiano, ci vuole molta attenzione, la voce appare e scompare, un soliloquio febbricitante senza mai perdita di lucidità intellettuale. Tiene testa al suo vigoroso e brillante intervistatore, è diretto non tergiversa, non cerca scappatoie . Non teme il confronto, ma afferma la non paternità di quei movimenti, visto che non è solo in Italia ma in tutto il mondo ed io non posso stare dietro a tutto. Pasolini non sembra soddisfatto.

Ma a lei fa piacere che il suo nome venga fatto da questi prodotti avanguardistici italiani, oppure è una cosa che lei non ama?

E’ a questo punto che il poeta Ezra Pound risorge da quel corpo di vecchio stanco, la voce prende forma in una elaborata perla:

sono tesi del vecchio Ezra in fondo al pozzo buio rimasti qua durante la vita passata, esatto… a me non sembra ma può darsi abbia ragione lei… non sarei nella posizione di vedere chiaro in quel che accade fuori, alla luce del neon del neo-mondo, dei neo-avanguardisti, che spero capiranno e perdoneranno il vecchio Ezra che non può vederli…

Pasolini non vede l’ora di addentrarsi nella profondità che il poeta gli sta aprendo:

quali sono i pittori che lei ha amato di più?

Pausa.

Quelli del ‘400
Come?

Pasolini non si aspetta una risposta del genere da uno dei più grandi poeti che rappresentano il modernismo.

Lei ha amato più i pittori la cui pittura assomigliava alla sua poesia, oppure pittori diversi dalla sua poesia?

Ezra Pound:

Io scrissi, un giorno, a margine di una lettera al pittore Lewis: m’interesso poco di pittori. Un critico scrisse di me: Pound sceglie la musica e la scultura per paragonarle alla poesia e non ha mai mostrato un interesse speciale alla pittura.

Qui si ferma e Pasolini cambia discorso, apre i Canti pisani e comincia a recitarli con una solennità di cui Ezra Pound rimane attonito ascoltatore.

E qui la poesia s’interrompe, segue uno spartito musicale…

Pasolini lo fissa intensamente, Ezra Pound risponde:

C’erano le prime frasi di questa musica, non tutto…

(Pasolini durante l’intervista a Pound)

Pasolini, incuriosito:

E che musica è?

Ezra Pound:

Il canto degli uccelli di Clement Janequin, scritto per coro, Francesco da Milano lo trascrisse per liuto, Gerard lo ritrascrisse per violino.

Pasolini riprende a recitare un canto che sembra ripercorre una vita dolorosa, sottolinea:

Dumas giovane piange solo perché Dumas giovane ha lacrime.

Gli si rivolge:

Intende se stesso giovane?

Ezra Pound risponde sicuro

No, proprio nei ” Canti pisani” ho scritto tardi, troppo tardi ho conosciuto la tristezza.

Pasolini è commosso, lui conosce bene la lunga sofferenza subita dal poeta nei lunghi anni di manicomio ed inizia a recitare il Canto 81:

Quello che veramente ami rimane, il resto è scorie

Quello che veramente ami non ti sarà strappato

Quello che veramente ami è la tua vera eredità

Il mondo a chi appartiene, a me, a loro o a nessuno?

…. Strappa da te la vanità, non fu l’uomo

A creare il coraggio, o l’ordine, o la grazia,

Strappa da te la vanità, ti dico strappala

Impara dal mondo verde quale sia il tuo luogo

Questo passaggio dell’intervista è molto forte perchè la voce di Pasolini trema d’emozione per quei versi sublimi. La verità che Pasolini sperava ricevere come l’allievo dal maestro, per la grande umiltà del maestro la trova già presente in sè stesso.
Quello fra Pasolini e Ezra Pound non è solo l’incontro fra due figure rivoluzionarie, sebbene idealmente antitetiche, è’ il confronto fra due poeti e fra due uomini legati a doppio filo da un rapporto di amore e odio, di pesanti eredità intellettuali, di conflitto e contatto, giunto al punto di doversi tradurre in una riconciliazione formale che ha il sapore di un simbolico passaggio di testimone. Due irregolari, due outsider, due anticonvenzionali accomunati dalla scelta di mettersi in gioco in prima persona senza risparmiarsi.


Contro l’usura Di Ezra Pound
Con usura nessuno ha una solida casa di pietra squadrata e liscia per istoriarne la facciata, con usura non v’è chiesa con affreschi di paradiso harpes et luz e l’Annunciazione dell’Angelo con le aureole sbalzate, con usura nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine non si dipinge per tenersi arte in casa ma per vendere e vendere presto e con profitto, peccato contro natura, il tuo pane sarà staccio vieto arido come carta, senza segala né farina di grano duro, usura appesantisce il tratto, falsa i confini, con usura nessuno trova residenza amena. Si priva lo scalpellino della pietra, il tessitore del telaio CON USURA la lana non giunge al mercato e le pecore non rendono peggio della peste è l’usura, spunta l’ago in mano alle fanciulle e confonde chi fila. Pietro Lombardo non si fe’ con usura Duccio non si fe’ con usura nè Piero della Francesca o Zuan Bellini nè fu “La Calunnia” dipinta con usura. L’Angelico non si fe’ con usura, nè Ambrogio de Praedis, nessuna chiesa di pietra viva firmata : “Adamo me fecit”. Con usura non sorsero Saint Trophine e Saint Hilaire, usura arrugginisce il cesello arrugginisce arte ed artigiano tarla la tela nel telaio, nessuno apprende l ‘arte d’intessere oro nell’ordito; l’azzurro s’incancrena con usura; non si ricama in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling usura soffoca il figlio nel ventre arresta il giovane amante cede il letto a vecchi decrepiti, si frappone tra giovani sposi CONTRO NATURA Ad Eleusi han portato puttane carogne crapulano ospiti d’usura.

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