Aurelio Garobbio: il ticinese “rimosso” dalle antologie scolastiche svizzere 

di Luciano Milan Danti 

Furono molti i ticinesi che non volevano “sentirsi e dirsi” svizzeri. Chi con posizioni moderate e chi, invece, con posizioni dure ed apertamente filofasciste. 

Ma bisogna chiarire una cosa: difendere l’italianità, per i ticinesi, anche “quando c’era lui”*, non era affatto sinonimo di fascismo o di essere in qualche maniera fascista.

Infatti furono molti i ticinesi che mai rinnegarono la propria italianità… da Eligio Pometta, Francesco Chiesa, il socialista Canevascini (acerrimo nemico del fascismo ticinese), ecc… : si dicevano “tutti italiani”, ma rinnegavano il fascismo. 

E si può dire, oggi, col senno di poi, che li “buttarono” tutti (tranne gli esponenti socialisti) “in un unico calderone” e chi si pose a difesa dell’italianità, anche con idee irredentiste (ben precedenti al fascismo), venne poi “confuso” e classificato “fascista a priori”.

Detto questo, oggi, ho voglia di vedere anche quei ticinesi, dichiaratamente fascisti, irredentisti italiani, che non ebbero paura della galera e che sognavano lo “smembramento” della Svizzera e l’annessione dell’attuale Svizzera italiana allo Stato italiano. 

O meglio, ho voglia di parlare di uno di questi personaggi, anche se furono molti: da Nino Rezzonico, alla famiglia Orelli di Locarno, agli “infiniti personaggi fascisti ticinesi” che popolavano il mendrisiotto; ma cominciamo a “parlare”del fascista più famoso (“famoso” fuori dalla Svizzera: all’interno dei confini Elevtici è stato volutamente dimenticato.).

Allora, il “personaggio famoso” è  Aurelio Garobbio, nato a Mendrisio, l’undici novembre del 1905, morto a Milano il 31 marzo 1992; fu essenzialmente un giornalista, irredentista e fascista. Da cittadino svizzero italiano fu naturalizzato cittadino italiano.

Ma andiamo e vedere nel dettaglio… e vediamo il suo cuore.

Da giovane, dopo le scuole dell’obbligo, lavorò come impiegato in una segheria a Wolhusen (Canton Lucerna), nel 1923 cominciò la carriera di giornalista per la rivista irredesta del Canton Ticino fondata dalla locarnese Teresina Bontempi: L’Adula
Dopo aver collaborato con l’Adula per due anni si trasferì a Milano dove collaborò con il Popolo d’Italia di Mussolini e anche su quotidiani provinciali come la Cronaca prealpina di Varese e su La Provincia di Como. Dalle posizioni irredentistiche si avvicinò sempre più al fascismo e nel 1933 divenne funzionario dell’ufficio stampa del capo del governo, nel 1934 si iscrisse al Partito Nazionale Fascista. 

Le sue posizioni più estremistiche lo portarono in contrasto con la redazione dell’Adula e fondò quindi il Comitato d’azione irredentista per la Rezia, il Ticino e il Vallese e nel 1937 il gruppo Catena Mediana delle Alpi presso il Ministero della Cultura Popolare con l’obiettivo di fissare sullo spartiacque alpino il confine tra Italia e Germania dopo un’eventuale occupazione e spartizione della Svizzera. 

Nel 1938 venne incarcerato a Bellinzona per alto tradimento e rilasciato solo grazie al ministro degli affari esteri e genero di Mussolini Galeazzo Ciano. Dopo esser stato rilasciato non tornò più in Svizzera e si ritirò a Milano. Nel 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana e incontrò più volte lo stesso Mussolini.

Superato indenne l’avventura nella Repubblica Sociale Italiana, nel 1946 sostenne l’italianità dell’Alto Adige e fu contrario a qualsiasi passo annessione all’Austria o a anche solo a qualunque concessione aalla maggioranza germanofona. Concluse la sua carriera presso l’Istituto per gli studi di politica internazionale e al servizio informazioni della presidenza del Consiglio dei ministri durante il settimo governo di Alcide De Gasperi nel 1952.

Nella sua carriera giornalistica fu anche redattore dell’Almanacco della Svizzera italiana e nel 1931 fondò la rivista culturale Raetia e nel dopoguerra divenne anche uno dei maggiori studiosi dell’universo immaginario dell’arco alpino.

Numerosi sono i volumi letterari di Garobbio, e vi invito a cercarli. 

Ecco, questo è uno dei ticinesi “censurati” dai “libri di scuola”. 

… e questa è solo una “piccola sintesi”…
Così da cominciare a parlarne, e cominciare a riscoprire, in maniera neutra, i recenti sentimenti filoitaliani (fascisti e non) che “sgorgavano” in Ticino. 


note*quando c’era lui (Benito Mussolini).

Fonte: WIKIPEDIA 

LINK: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Aurelio_Garobbio

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