ADDIO A LUGANO 

Addio a Lugano (conosciuta anche come Addio Lugano bella) è una popolare canzone anarchica scritta da Pietro Gori nel gennaio 1895. 

(Video delle “TECHE RAI” Addio Lugano bella: Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Otello Profazio e Silverio Pisu.)

In molte osterie ticinesi, “ADDIO LUGANO BELLA”, viene ancora cantata “in forma allegrotta” senza coglierne il profondo significato sociale e storico. Andiamo dunque a vedere il suo profondo significato.


STORIA E CONTESTO DELLA CANZONE 

Pietro Gori, anarchico italiano, venne accusato da una parte della stampa di essere l’ispiratore dell’omicidio del presidente della Repubblica francese Sadi Carnot, in quanto amico e avvocato difensore dell’omicida, Sante Caserio. Per evitare una condanna fuggì a Lugano. Lì sfuggì ad un attentato nel gennaio 1895. Nello stesso mese, il governo svizzero acconsentì all’arresto di Gori e di altri diciassette profughi politici. Dopo esser stati detenuti per quindici giorni, il gruppo fu trasportato a Basilea e di lì espulso dalla Svizzera.
In carcere, secondo alcuni, o dopo l’espulsione, secondo altri, compose due poesie, una delle quali era intitolata Il canto degli anarchici espulsi. Quest’ultima divenne poi Addio a Lugano e venne poi diffusa con alcune differenze sia nel testo che nella disposizione delle strofe.
Nel 1896, il canto venne pubblicato “in un bollettino ufficiale del governo cantonale ticinese, in una relazione sulla situazione carceraria […], sotto la voce «Saggi di letteratura di delinquenti e d’anarchici».
Il canto “chiude idealmente, in ordine di tempo, il canzoniere del movimento operaio italiano”.
La canzone divenne estremamente popolare all’inizio del XX secolo grazie alla pubblicazione nel 1899 da parte di Carlo Frigerio de Il Canzoniere dei Ribelli che la conteneva e che ebbe numerose ristampe.




LIBRO CONSIGLIATO PER COPRENDERE “AL MEGLIO” QUESTO PERIODO:

“Addio, Lugano bella” di Maurizio Binaghi

Gli esuli politici nella Svizzera italiana di fine Ottocento (1866-1895)
Prefazione di Nicola Tranfaglia.

  

Il volume ripercorre trent’anni di emigrazione politica nella Svizzera italiana. Protagonisti gli esuli, la loro vita, le loro idee: da Giuseppe Mazzini e i suoi rifugi luganesi ai riti risorgimentali di fine secolo, da Michail Bakunin e l’acquisto della Baronata al piano assassino di Sante Caserio. Veri e propri affreschi storici che permettono di scoprire quanto la presenza degli esuli politici in Ticino abbia influito sulla vita politica del cantone e sulle relazioni tra la Confederazione svizzera e il Regno d’Italia.

LINK LIBRO: 

http://www.editore.ch/dado/index.php?page=shop.product_details&flypage=flypage.tpl&product_id=360&category_id=33&option=com_virtuemart&Itemid=1&lang=it

FONTE: WIKIPEDIA

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