L’orgoglio, da ticinese, di avere cognome e cultura italiane

di Luciano Milan Danti 



Due righine semplici semplici  sul mio cuore”, la mia fierezza. Due righe poco più importanti di uno sproloquio, ma sincere, riguardanti il mio sentimento di appartenenza all’Italia. 

Dunque, Il ticinese, diciamo così “doc”, parla italiano e parla lombardo. Questo è un dato di fatto. Aggiungo pure che “i ticinesi”, anche “quei ticinesi” che “anacronisticamente” si definiscono “svizzeri dal 1200”, hanno cognomi lombardi comuni in qualsiasi altro luogo d’Italia.
Ed aggiungo anche che la Lingua italiana si è sviluppata in questo pezzo di Lombardia rinominata Cantone Ticino come in qualsiasi altra zona Lombarda.
E dico anche che, durante le guerre d’unita’ d’Italia, molti ticinesi, partirono con la giubba rossa garibaldina, come nella prima guerra mondiale, molti ticinesi, partirono “verso il Piave” indossando la divisa italiana.
Ed aggiungo anche  i molti intellettuali ticinesi i cui nomi sono parte indissolubile della cultura italiana, ed essi stessi si definivano italiani.
E “casi più recenti”: non esiste un ticinese che non abbia almeno un nonno “italiano della Repubblica Italiana”, in particolare quei ticinesi di origine veneta, bergamasca e bresciana che, con un Ticino bisognoso di “grandi opere”, ripopolarono il Cantone negli anni ’50 e ’60.
Ce lo dice anche la costituzione, nel suo “primo articolo”: IL CANTONE TICINO È UN REPUBBLICA DEMOCRATICA DI LINGUA E CULTURA ITALIANE.
Detto questo, inorridisco quando sento “le paranoie comiche del ticinese che non si dice italiano”.
Per rendere l’idea: è come se un ragazzo di colore si vergognasse “di essere nero” fino ad auto convincersi di essere bianco.
Come “il nero” non ha nessun motivo di vergognarsi, ma tutti i motivi del mondo per essere fiero della sua carnagione, anche il ticinese che si dice e sente italiano è pienamente coerente con il suo animo e deve andarne fiero.
Invece, non è coerente col “suo animo” quel ticinese che si attacca solo al recente benessere di una repubblica federale che si, negli ultimi due secoli, “ci ha portato fortuna” (inaspettata), ma che non è l’anima nostra. Senza entrare nei dettagli, basta solo guardare la realtà dei fatti sulla “nostra Svizzera”:
delle “4 lingue nazionali” solo una bassissima percentuale di gente le parla tutte, rarissimo e quasi introvabile chi “le conosce adoperandole con altri svizzeri”.
E “per parlare con gli altri cantoni”, il ticinese, molte volte, usa l’inglese.
Ma la Svizzera allora è un bluff? 
Forse no, o forse sì, comunque è un sistema dalle ambigue amicizie, con un Ticino che “fa vivere i suoi Comuni con i Forfettari fiscali” (praticamente evasori fiscali “legalizzati” con una quota fiscale molto più bassa da versare “alla Svizzera”, ma che in qualsiasi altro paese UE sarebbe “quota assai più salata”). E nel recente passato la Svizzera ha fatto da “lavatrice” di tutti i “capitali sporchi” mondiali, esponendo solo la facciata pulita di “democrazia diretta” e “plurilinguismo”. 
Ok, la Svizzera ha vissuto ed un po’ vive ancora di queste “cose losche”, che ci hanno comunque 
fatto stare bene e coi “piedi al caldo” per un bel po’.

Ma è questo motivo per rinnegare la nostra italianità secolare?

Assolutamente NO!
Io, da ticinese, ho tutti i diritti storci, morali e sociali per definirmi italiano! E questa è la mia fierezza!
E per giunta perché dovrei rinunciare alla mia italianità? 

Solo perché la Svizzera è un sistema statale “migliore” di quello della Repubblica Italiana? 
Per “ringraziamento” ad uno stato federale che mi ha dato “un po’ di benessere in più” devo cedere il mio orgoglio e la mia fierezza ad un paio di banche ed evasori fiscali?

Assolutamente no! L’orgoglio non si compra, lo si ha non lo si ha!
Ed anche a quei ticinesi che tanto sviolinano al sistema e non all’anima dico solo che l’economia elvetica non rimarrà sempre legata a qualche banca che mantenga lo stato, o a qualche evasore che pagando le tasse su misura “terrà le casse comunali sempre piene”.
La SVIZZERA è al centro d’Europa meridionale non è l’Islanda, E “VIVE” SUL PIANETA TERRA e in EUROPA non su Marte o in altro continente. La Svizzera non potrà essere ovattata e protetta dalla crisi finanziaria e dalle contingenze economiche europee legate anche dall’unità monetaria.
Quindi è giunto anche il tempo di vedere bene quanto rimarranno “svizzeri” quei ticinesi che avranno di fronte una Svizzera in pena.
Penso pochi, e se l’Italia dovesse essere “meglio o uguale” alla Svizzera (economicamente parlando), dai balconi ticinesi “uscirebbero” solo tricolori! 
Detto questo, lo dico sempre, benessere o non benessere: sono lombardo e ne sono fiero! 

   

 

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