Quando il “Ticino” voleva liberarsi (e sorprese)! 


di Luciano Milan Danti



 
Dal 1796 al 1797 Bonaparte è impegnato nelle guerre d’Italia e nella creazione della Repubblica Cisalpina.

Il 29 giugno 1797 Napoleone proclamò a Milano la Repubblica Cisalpina, fondata sui principi, cari alla rivoluzione francese, di uguaglianza, fraternità e libertà.

Nello stesso anno Napoleone incorporò il territorio della Valtellina, che sottostava ai Grigioni, nella neo-costituita Repubblica.

  (Napoleone)  

1797, SCHIAVI DELLA SVIZZERA DA 300 ANNI. 

La notizia che la “Lombardia libera” stava annettendo territori, tenuti sotto il giogo degli svizzeri, giunse al fiore delle menti del mondo culturale nel lembo lombardo dei baliaggi ticinesi.

Da questo fiore germogliò lo schieramento dei “patrioti”.

Ma, questo schieramento, si fece subito nemico di quella “aristocrazia povera” che poteva trarre profitto restando succubi, se non schiavi, dei Balivi.

GLI “ILLUMINATI” PATRIOTI ED I “SUCCUBI” VOLONTARI  

Nacquero, quindi, due schieramenti contrapposti: i cisalpini, o patrioti, convinti che si potesse acquistare la libertà solo unendosi alla Repubblica Cisalpina, e i federalisti, o volontari, che ugualmente aspiravano, ingenuamente, alla libertà, ma rimanendo legati alla Svizzera. 

Con la paura di “poter perdere privilegi”(ad. es la fine del patriziato, ecc), i Volontari, fecero breccia tra la popolazione portando false paure, e fecero “costruire un muro di soldataglia” che riuscì ad impedire “la conquista di Lugano” da parte dei Patrioti, il massacro dei Patrioti Luganesi(link): http://m4.ti.ch/fileadmin/DECS/DS/Rivista_scuola_ticinese/ST_n.65/ST_65_tavola_7_moti_di_Lugano_1798_e_1799.pdf

Per contro, Il Baliaggio di Mendrisio, vide la vittoria dei Patrioti e Mendrisio divenne Cisalpina.

Ma colpo di scena: la Francia sotto la guida del Direttorio, annette Ginevra e invade la Confederazione. Invade la Svizzera senza incontrare una seria opposizione, se non quella del canton Berna nella battaglia del Grauholz, il 5 marzo del 1798.

Il 6 giugno 1798, dopo che la Svizzera si era dichiarata libera ed unica, i Francesi si ritirarono. Con una votazione unanime si decise che “il Ticino” doveva stare nel sistema Federale Svizzero invece di essere annesso alla Repubblica Cisalpina.

Ma non fu la fine del desiderio di annessione, che prendeva sempre e maggiormente piede nei cuori della gente, e nella visone “etnica” degli Stati che Napoleone voleva creare, 

Infatti, nel 1810 ben 5’000 soldati francesi occuparono Lugano e Mendrisio, con la “scusa politica che il Ticino non partecipava al blocco continentale di merci contro l’Inghilterra” allora nemica di Napoleone. Ma in realtà si premeva e si voleva un’annessione del Ticino al neonato Regno d’Italia.  

 
E sembrava così dovesse essere, ma i “grandi eventi internazionali” bloccarono questo “processo” voluto dai francesi, che nel 1812 lasciarono il territorio dopo una rovinosa campagna di Russia, rinunciando all’occupazione del Ticino, quindi rinunciando al progetto di annettere il Ticino al Regno d’Italia. 

Quindi, si può dire sommariamente che, il Ticino, è diventato Ticino grazie a Napoleone, e poi non è diventato “Italia” per le successive sconfitte di Napoleone.

Più sommariamente ancora, si potrebbe dire:

Il Ticino non è “Italia” per colpa della Russia.

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