SIMONE ORELLI, indomito lombardo!

Simone Orelli, noto anche come Simone da Locarno o Simone de Orello (Locarno, 1220 circa – Como, 1291 circa)

  

Partecipò alle più importanti imprese militari determinanti per l’assetto politico delle terre “milanesi e comasche”, importati “politicamente” perché crocevia fondamentale per i collegamenti tra Italia del Nord e Europa centrale. Dotato di grandi capacità tattiche e di un carattere indomito, capace di renderlo quasi leggendario già da vivo, contribuì alla vittoria della famiglia dei Visconti sui Torriani, favorendo il sorgere della nuova Signoria.
  

« Costui essendo stato preso in una battaglia civile, i Torriani per fargli vituperio e tormento, l’avevano serrato in una gabbia ferrata a uso di bestia; e già sette anni lo tenevano misero e brutto a consumarsi in quell’infamia e bruttura. Era Simone di casa Muralta, molto nobile in Como, la quale aveva origine da Locarno, castello del Lago Maggiore; e per questo dal Corio e dal Merula scrittori chiamato il Locarno, uomo veramente di grande animo e di grandissimo e di gagliardo corpo, e chiaro per l’una e l’altra sua fortuna, ma molto più illustre per la vendetta dell’ingiuria. »

Simone de Orello (o Orelli) comincia a distinguersi sulla scena politico-militare del XIII secolo attorno al 1240, quando, già rettore del Capitolo Milanese a Biasca insieme col fratello (o il padre?) Enrico, organizza la reazione contro l’imperatore tedesco Federico II: nel 1242 infatti Bellinzona[2], che era stata occupata dalle truppe tedesche, viene liberata da truppe antimperiali capitanate proprio da Simone.

Quando la notizia giunge a Milano[3], il Podestà Luchetto Grimaldi commenta col legato pontificio: «Le strade di Francia e di Germania ora sono aperte a noi e chiuse ai nemici; così che finalmente non dobbiamo più temere da lassù né l’impeto di quel Nerone, né il furore teutonico. » … Con l’espressione “quel Nerone” il Podestà si riferiva all’Imperatore Federico, che di quel “furore teutonico” era ovviamente a capo.

Resi baldanzosi dal fatto di poter contare su una base strategica importante come Bellinzona, i Milanesi allora mirano a consolidare il territorio circostante occupando le terre sotto il Monte Ceneri ed i valichi limitrofi, sfidando così Como[4] che reclamava quei territori come propri. La guerra che ne deriva vede di nuovo Simone distinguersi con una nuova impresa che desta scalpore: a Gorgonzolariesce a bloccare truppe dirette contro Milano e, secondo quanto riporta il Giulini, a catturarne persino il condottiero, Re Enzo.
Così, la fiducia di cui già godeva Simone presso il Capitolo dei canonici milanesi non può che consolidarsi, tanto che, a conclusione (momentanea)della guerra tra Como e Milano, nel 1249, sebbene il trattato di pace riconosca a Como la signoria su Bellinzona e Locarno[5], agli Orelli viene riconosciuta la rettoria delle Tre valli ambrosiane di diretta proprietà del Capitolo Ambrosiano.
La situazione si mantiene pressoché stabile per una decina d’anni, finché le mai sopite tensioni tra guelfi e ghibellini, cioè tra Papato e Impero, che periodicamente si risolvevano in conflitti solo apparentemente locali in tutta Europa, fanno scoppiare a Milano la questione del soglio arcivescovile: i Torriani, che ormai hanno occupato tutte le cariche più importanti della città del Nord Italia, pretendono che anche la carica di Arcivescovo di Milano – tra le più remunerative – sia coperta da un loro parente (Raimondo Della Torre, già vescovo di Como[6]); mentre il Papa, in oltraggio alla nuova politica filoimperiale dei Torriani, nomina Arcivescovo Ottone Visconti.
I Torriani reagiscono, impedendo di fatto a Ottone di insediarsi sulla cattedra milanese: con accuse pretestuose, gli è proibito di entrare in città, a lui e a tutti i suoi parenti e sostenitori ed è, nuovamente, la guerra civile. Gli scontri raggiungono naturalmente anche i possedimenti dell’Arcivescovado ed è proprio in quest’occasione che Simone viene fatto prigioniero, a Ponte Tresa[7], sul Lago di Lugano[8]. È il 1265 e per Simone inizia un incubo che durerà anni e anni di umiliazioni e privazioni: si dice che i Torriani lo appendessero tutti i giorni a una gabbia sospesa alle mura del Broletto di Milano, esposto al pubblico ludibrio, quotidianamente, per dodici anni, e che, dal canto suo, Simone resistesse con una forza d’animo eccezionale agli insulti e alle prove fisiche.
Non si capisce come l’uomo abbia potuto sopravvivere così tanto tempo in quelle condizioni, tanto che è ipotizzabile che la tradizione per cui Simone avrebbe passato dodici anni nella gabbia del Broletto faccia parte di un corpus di leggende sorte attorno al condottiero; ma pare certo che la prigionia non minò lo spirito battagliero del “locarnese”.
Quando infatti Matteo Orello[9], cugino di Simone, avendone certamente ereditato le qualità militari, riuscì a liberare nel 1273 il castello di Biasca[10], aprì una nuova fase nello scontro tra Visconti e Torriani, tanto che, indebolitesi le difese milanesi sul fronte settentrionale, in un’incursione nel territorio comasco, venne fatto prigioniero Accursio Cotica, notabile milanese, uomo evidentemente molto importante per il regime dei Torriani, tanto da far loro accettare, pur di riaverlo a Milano, uno scambio di prigionieri. E il prigioniero del quale i Visconti chiesero la liberazione fu proprio Simone che, dopo aver giurato, al momento del rilascio, di non intraprendere mai più alcuna azione ostile contro il nuovo Governo di Milano, recuperate le forze, recuperò anche l’ardore bellicoso e si mise di nuovo a organizzare le forze dei Visconti per aiutare l’Arcivescovo a insediarsi finalmente al proprio posto. Probabilmente è grazie al suo consiglio che l’offensiva viscontea, dopo la grave sconfitta della Battaglia della Guazzera, si spostò più a Nord, nel tentativo di forzare i confini settentrionali del Contado di Milano: la Battaglia di Germignaga rappresenta la prima tappa (fallimentare) dell’impresa, culminata poi nella fortunata Battaglia di Desio, che risolse l’annosa questione del conflitto tra Visconti e Torriani a favore dei primi.

NOTE:

^ Simone Orelli in Dizionario storico della Svizzera.

2^ Bellinzona in Dizionario storico della Svizzera.

3^ Milano in Dizionario storico della Svizzera.

4^ Como in Dizionario storico della Svizzera.

5^ Locarno in Dizionario storico della Svizzera.

6^ Diocesi di Como#Cronotassi dei vescovi

7^ Ponte Tresa in Dizionario storico della Svizzera.

8^ Ceresio in Dizionario storico della Svizzera.

9^ Matteo Orelli in Dizionario storico della Svizzera.

10^ Biasca in Dizionario storico della Svizzera.

FONTE: WIKIPEDIA 

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