Finalmente un ticinese “doc”

di “ticinese doc” (G. S.)


   

Salve a tutti!

Mi presento brevemente: sono un ”ticinese doc” filoitaliano, ho 24 anni, e sto studiando per pura passione la storia di questa regione chiamata Canton Ticino al fine di ritracciare la vera origine di queste terre.

Sono quindi motivato a scrivere a Luciano Milan Danti, per cercare di capire, nel rispetto delle opinioni di ognuno, quali sono i nostri rapporti con l’Italia come entità statale ma soprattutto come entità culturale e spirituale, con la cultura e con la lingua italiana e quindi ovviamente pure con i nostri dialetti che sono dei dialetti lombardi.

A mio avviso, l’italianità ticinese è un tema fondamentale, poiché pure l’art. 1 della costituzione cantonale ticinese stipula che il canton Ticino è una Repubblica di lingua e cultura italiane.

Ora sono lontano dal Ticino, ma, fatto sta che ogni volta che giungo in Ticino, mi rendo conto che il voler differenziarsi dagli italiani è quasi un’ossessione per molti ticinesi.


Capisco che i ticinesi si sentano bene nella confederazione: infatti, il tenore di vita è altissimo e lo stato federale è sempre stato molto rispettoso delle minoranze, non volendo mai imporre la propria cultura.
Ciononostante, ritengo che sia un fatto innegabile che il Ticinese dalla nascita abbia due identità, come una sorta di binazionale o figlio ibrido. Infatti, il Ticino è soltanto il nome di un fiume e dobbiamo porci che cosa possono quindi condividere un airolese e un chiassese. Ebbene secondo me è palese: condividono la cultura lombarda.
Pertanto, il ticinese è storicamente un lombardo e uno svizzero di convenienza. 
Io mi sento svizzero politicamente e italiano culturalmente. Purtroppo molte persone pensano l’essere svizzero esclude l’essere italiano, ma non credo affatto sia così.
Rinnegare la nostra italicità equivale a rinnegare le nostre vere origini. 
Il patriottismo svizzero è nato soltanto a partire dalle storie e leggende che gli svizzero-tedeschi hanno inventato per accomunare i ticinesi sotto una stessa bandiera.
Con queste premesse, spero di dare “il mio” alla nobile causa dell’identità ticinese (vera).
Questa è solo la mia “prima apparizione” e ce ne saranno altre!
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3 comments

  1. Diego · gennaio 22, 2016

    Bell’articolo. Ritengo che il sentimento di distacco dall’Italia il popolo ticinese lo abbia avuto inizialmente a causa del fascismo e con la seconda guerra mondiale.

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    • Luciano Milan Danti · gennaio 23, 2016

      Vero! E da lì si è creta un’identità “fuffa”. E per molti dire che valorizzare al massimo l’italianità vuol dire, a torto, essere solamente fascista.

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      • kurt · aprile 24, 2016

        Quest’aspetto si riscontra anche nella stessa Lombardia e in generale in Italia, patria della nostra comune identità etnica, dove non ci dovrebbero essere problemi ad affermare e a valorizzare la cultura italica e dove invece il puro e semplice patriottismo e orgoglio identitario italico (non quello fuffa dell’unità savoiarda) si trovano a cozzare contro uno stato che non ne tiene conto e lo nega e dove i partiti, sopratutto quelli che dovrebbero aiutarci a difendere ciò che siamo, se ne approfittano per strumentalizzare questo nobile sentimento d’appartenenza. In questo modo il patriottismo diventa sterile nazionalismo e perde tutto il suo vigore, venendo bollato, appunto, come fascismo. Io, come molti altri, dico no a tutto questo.

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